Interviste al Crowd: Francesco Giampietro

Interviste a chi investe con equity crowdfundingFrancesco ritiene che negli investimenti la parola chiave sia “diversificazione”. In questo senso, l’equity crowdfunding è un’ottima opportunità e per capirla bisogna sperimentarla. Per questo, ha già investito in cinque startup

 

Francesco Giampietro lavora in BTicino e, come molti degli oltre 1.500 investitori che hanno approcciato l’equity crowdfunding in Italia fino ad oggi, diversifica i propri investimenti in più imprese stanziando per ciascuna piccole somme. Ha già investito in più campagne di cui due non andate a buon fine (GoBimbo e Trapezita) e tre che, invece hanno avuto successo: Clean BnB e Sharewood su CrowdfundMe, e Cynny, nelle due campagne presentate su Investi-re e Crowdfundme.

Come ha conosciuto l’equity crowdfunding?

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato attraverso le notizie diffuse da Websim (il servizio di news finanziarie di Intermonte SIM – Ndr). Sono sempre stato attirato dalle nuove forme di investimento e infatti ho investito anche nel lending crowdfunding sulla piattaforma BorsadelCredito. Percepisco che c’è un momento in cui voltare pagina rispetto ai modi tradizionali di investimento e non avendo una competenza finanziaria professionale che mi consenta di approfondire studiando, sono convinto che per capire bisogna sperimentare. Ed è quello che to facendo.

Quali aspetti valuta per decidere di investire in un’impresa?

C’è sicuramente un aspetto razionale: in particolare valuto se il modello di business può essere di successo, informandomi in particolare sul settore in cui l’impresa opera. Ma c’è anche un lato irrazionale: sentirsi attirato da una startup o da un’idea in quanto appare come dirompente e, quindi, di successo.

Ci sono elementi nella presentazione di una campagna cui dà particolare valore?

Guardo in prima battuta la presentazione video per avere un’idea sintetica di cosa propone l’impresa. Poi, se il modello mi colpisce – qui vale soprattutto l’aspetto irrazionale che dicevo prima – approfondisco leggendo soprattutto le previsioni di scalabilità e valutandone la credibilità a confronto con il settore di riferimento.

Ha contattato direttamente l’imprenditore prima di investire, o non l’ha ritenuto fondamentale?

In realtà no, non ne ho mai sentito la necessità. Se il video e il materiale caricato sono fatti bene, mi sono sufficienti per fare le mie valutazioni.

Che consiglio darebbe a chi vuole investire attraverso una piattaforma di equity crowdfunding?

L’unico consiglio che mi sentirei di dare è prima di tutto di diversificare le proprie scelte di investimento senza mai innamorarsi di un unico mezzo. L’equity crowdfunding è uno di questi e, anche qui, per quanto mi riguarda, vale la regola della diversificazione: magari piccole somme ma su diverse imprese, in modo da ridurre i rischi.

E infine, che cosa suggerisce a un’impresa che si appresta a raccogliere fondi per essere più efficace?

Affidarsi a piattaforme che si pubblicizzano il più possibile. E poi non mettere un ticket minimo troppo elevato in modo da non escludere il crowd; a mio parere, un ticket superiore a 500 euro esclude per molte persone la possibilità di diversificare gli investimenti.

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